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"Vile, tu uccidi un uomo morto"


La frase che dà il titolo al post venne pronunciata nell'anno del Signore 1530 dal capitano Francesco Ferrucci all'indirizzo di Fabrizio Maramaldo, soldato di ventura, che in duello lo finì, straziandolo benché ferito.
La frase avrebbe potuto trovare questa sera un'eco storica allo stadio "Luigi Ferraris", laddove l'Inter maramaldeggiava sulle spoglie esauste del Genoa, avvilito da una squadra superba benchè priva delle sue punte di diamante.
L'Inter, orfana di Milito e Eto'o ( non di Rossini e Paolucci), ridicolizza il bel gioco rossoblu e si issa prepotentemente in testa alla classifica.
Capolavoro di Mourinho, che prima irretisce Gasperini, facendogli credere di puntare sul redivivo Suazo e poi gioca "alla Gasperini", con una punta vera più due tornanti per imbarazzare il Genoa nei suoi punti di forza.
Il portoghese avrà mille difettti, ma di calcio ne capisce.
Anche Ferrara capisce qualcosa, o più di qualcosa, di calcio, ma la Juve ha il gioco della New Team senza Holly: praticamente inesistente.
Holly-Diego non è in formissima, gioca quasi più dietro di Felipe Melo, rovesciando così i bei disegni tattici apparsi sulle pagine dei giornali in estate.
I bianconeri buttano palloni in avanti a casaccio e impostano con Cannavaro e Chiellini.
Per poco la Fiorentina non riscuote il bottino pieno.
Non ci siamo assolutamente.
A meno di coincidenze probabili quanto un sei al SuperEnalotto con una schedina da 1 euro, il campionato è già dell'Inter.

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