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Giovedì 13 ottobre
2011, ore 19:00
nell’ambito della
II Edizione del Festival della Diplomazia
Rubbettino
Editore e la Libreria Enoarcano
Sono Lieti di invitare la S.V. a una
conversazione sul tema
VERITA’ E BUGIE:RACCONTARE LA GUERRA
Ne discutono con il
pubblico
Amb.Franco Corrias segretario generale Circolo Studi Diplomatici, direttore della Collana “Studi diplomatici”
Amb.Franco Corrias segretario generale Circolo Studi Diplomatici, direttore della Collana “Studi diplomatici”
Andrea
Angeli autore di “Senza pace” e
“Professione Peacekeeper”
Ennio
Remondino già inviato di guerra per la Rai, autore di modera Alessandro Gisotti
giornalista di Radio Vaticana
Ennio
Remondin0
Niente di vero sul fronte occidentale
Rubbettino
La memoria personale contro la
strategia del silenzio. La memoria
per ciò che è accaduto 10 anni fa e su cosa hanno significato i bombardamenti
Nato sulla Jugoslavia. La strategia della dimenticanza, dopo l'esplodere delle
bombe, risponde con un assordante silenzio.
L'obbligo storico della memoria
imporrebbe, infatti, anche l'obbligo della riflessione e, probabilmente, della vergogna. La strategia del silenzio è quindi la malizia conclusiva della più
recente formula di guerra, quella della «ingerenza umanitaria», autentica
svolta nell'ordine mondiale. La legalità internazionale delle Nazioni unite,
per la prima volta dal 1945, messa ai margini dai vincitori della seconda
guerra mondiale (tranne la Russia). Oggi non c'è più regola.
Resta soltanto la Nato, il cui intervento nell'ex Jugoslavia è stato
fondamentale per reinventare un suo ruolo dopo la fine della guerra fredda. La
«guerra umanitaria» che ha il
brevetto sul nome è comunque la nostra, 24 marzo 1999, ore 20 e qualche minuto
con la prima esplosione su Belgrado. Qualche successivo tentativo di motivare
altre azioni militari col nome di
«guerra umanitaria», dopo i risultati balcanici, è stato bocciata dagli addetti
al marketing e alla Idealpolitik delle guerre per riguardo al buon gusto.
Ennio
Remondino è nato a Genova, dove ha iniziato negli anni Settanta la sua carriera
da giornalista al "Secolo XIX". Nel 1977 è passato alla redazione
regionale della Rai e in seguito a quella del Tg1 a Roma. Negli anni Ottanta,
ha seguito come inviato speciale le principali vicende di terrorismo e mafia e
ha indagato sui casi legati alla loggia massonica P2. Dal 1991, è stato inviato
di guerra in Irak, Bosnia, Kosovo, Medio Oriente, Afganistan. Corrispondente
della Rai per i Balcani, ha raccontato ininterrottamente da Belgrado e dal
Kosovo i tre mesi di bombardamenti della Nato in Jugoslavia.
Andrea Angeli
Senza pace Da Nassiriyah a Kabul storie in
prima linea Prefazione di Enrico Mentana
Rubbettino
Uomini e donne impegnati in
missioni di pace visti da vicino come mai prima d’ora, con i loro dubbi,
ansie, speranze, frustrazioni, tra successi e sconfitte. Vite sul filo del rasoio e situazioni estreme.
Episodi
indediti di spedizioni ai confini del mondo. Storie dal tormentato Afghanistan,
dove ci siamo dentro fino al collo, che emergono dal buio tunnel dove la
comunità internazionale si è infilata
e da cui stenta ad uscirne fuori. Eroi autentici ed eroi per caso, generali e
diplomatici, cooperanti e reporter d’assalto, ma anche soldati semplici e
gente comune, tutti narrati con lo stile
del peacekeeper.
Andrea Angeli ha fatto parte dei contingenti di caschi blu in Namibia,
Cambogia, Timor Est ed ex Jugoslavia, dove è rimasto per dieci anni
consecutivi. Sempre con le Nazioni Unite ha prestato servizio a Santiago del Cile, Baghdad e New York. È stato anche portavoce
OSCE in Albania, dell’Autorità
di Coalizione a Nassiriyah e dell’Unione europea in Afghanistan.Con
Rubbettino ha pubblicato Professione peacekeeper (2005). Per non dimenticare
chi ha dato la vita per un mondo più libero e più giusto.
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