Passa ai contenuti principali

Why Don't You Get a Jobs?

Come molti di voi ho un "melafonino".
Un'invenzione che ha reso la nostra vita più caotica, compressa, orfana del tempo.
Un'invenzione geniale che ha permesso di "navigare" davvero attraverso un cellulare (definizione riduttiva che manderà su tutte le furie gli i-phonomani) .
Il papà di questa invenzione, come di moltissime altre che hanno cambiato la nostra gestione del tempo, degli spazi e dei rapporti, sociali e di lavoro, è stato Mr. Steve Jobs.
Un genio, senza dubbio.
Un profeta per molti.
Un tipo scorbutico, irascibile, anche un pò pazzo.
Una sorta di Caravaggio moderno, dall'indole meno dedita al lascivo piacere del delinquere.
Da quando, sin da bambino, vidi quella mela imperfetta, morsa, assaggiata, mi chiedo sempre dove sia finito l'altro pezzettino di mela. Se l'ingegno abbia ceduto alla tentazione di ridefinire il mondo, seguendo quanto da sempre ci dicono su Adamo ed Eva. Il serpente è stato il futuro tentatore, Jobs ci è cascato, ha morso la mela.
Dove sarà mai finito quel pezzettino, avrà avuto Jobs il privilegio di assaggiarlo, di provare il futuro?
A giudicare da quello che la Apple ha creato negli ultimi trent'anni si direbbe proprio di sì.
Un genio della grandezza di Jobs non è facilmente ripetibile e non potrà essere sostituito da una "App" sull'I-phone che riporti le sue quotes più celebri o ci suggerisca come creare un computer a casa.
Come tanti, ho ascoltato diverse volte il discorso che Jobs tenne a Stanford nel 2005, è stato uno dei motori del mio umore, quando tendeva a fermarsi tra le comodità della depressione.
 Ho sempre pensato: " I puntini un giorno si uniranno" . E adesso qualcosa comincia a unirsi, faccio sempre di più ciò che amo ( ndr - scrivere, infatti vi ammorbo con il mio blog...) e anche grazie alle parole di Steve ho avuto il coraggio di far emergere "Il meglio è passato" dal grigiore di giornate sempre uguali.
Insomma, Steve, ti devo molto di più che un I-phone.
Da lassù starai già pensando a un modo per connettersi wireless tra terra e paradiso ( o inferno o quello che accidenti c'è dopo, lassù, laggiù, chissà...)
Non è stata una grande idea quella di andarsene, lo dico per il mondo.

Sorny

Commenti

Post popolari in questo blog

L'ultimo capolavoro del mio amico Paolo Rollo

L'urlo di Tarana

Il Pulitzer a un afgano che racconta la disperazione della sua gente per immagini. La foto scattata da  Massoud Hossaini ti esplode in faccia, come la tragedia    del moderno Afghanistan. Un paese in perenne lotta contro se stesso, una polveriera. La pace sembra un miraggio, intanto muoiono bambini. Come quelli che circondano Tarana, dodici anni, in questa foto. L'urlo di Tarana richiama alla mia mente Munch, quel grido tratteggiato con diverse tonalità di blu e di rosso,  la disperazione, l'angoscia, l'uomo in preda al terrore. A voi la foto, le parole possono attendere.

Le bolle di sapone…

CLICCA QUI PER LEGGERE IL MIO COMMENTO ALLA GIORNATA DI CAMPIONATO, PUBBLICATO DA "SOVERATO NEWS"