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Poesia di Umberto Peta


C’è un sottile strato di terra che segna la frontiera tra l’essere e l’apparire. È una regione delicata e traballante. La sua descrizione risulta complicata ed occorre un’analisi approfondita. Laddove la dialettica, nel suo tentativo di penetrare in orizzonti di senso e significato, non riesce a raggiungere la meta desiderata, entra in gioco la forza del verso con la caratteristica della compattezza e dell’interpretazione. Ad una domanda che mi è stata posta rispondo con parole che appartengono a quella piccola regione così difficile da abitare, e lo stile usato, una sorta di flusso di coscienza, è forse il più intimo ed opportuno…

Capire chi sei guardandoti dentro

senza veli,

senza inganni,

senza distorsioni,

senza trucchi.

E dici di amare lasciando scivolare promesse di desiderio,

timide e sincere.

Ogni attimo passa pesando

perchè ti volti e rifletti valutando ogni tuo gesto

oppure nascondi un segreto.

Piangi e ti disperi nei giorni in cui una ferita torna a riacutizzarsi,

trattieni il respiro,

diventi responsabile.

Agisci sia per istinto che per ragionamento e dubbio,

sei sincero con te stesso ed hai il coraggio di cambiare.

Tremi quando il peso delle tue scelte influisce sugli altri e

sulla soglia della porta della notte ogni pensiero toglie il fiato fino a strozzare.

Hai angoscia del futuro.

Sei abbandonato all’incertezza.

Non sei schiavo di alcun padrone e se lo sei accetti il peso del sacrificio.

Vivendo le emozioni e le passioni trovi la forza di rialzarti.

Poi ci sono gli istanti in cui ingannato dal suono della pioggia e dagli scherzi della natura

hai paura. Ogni sorpresa corrisponde al battito accelerato del cuore.

Torni bambino provando meraviglia e stupore di fronte alla seduzione del mistero…

…Il vento tra i capelli è una carezza.

…Un raggio di sole migliora la tua giornata.

…La luna e le stelle ti sorridono.

Talvolta capisci chi sei da chi ti sta di fronte perchè è un diamante dai molteplici volti

e non un semplice vetro trasparente di cui non ti accorgi.

Ti senti diverso se ricevi l’abbraccio di un amico,

se menti in buona fede e lo ammetti,

se regali un sorriso o qualcosa di te agli altri,

se dici al nemico “stai sbagliando” e gli stringi la mano.

Ad un certo punto ascolti il silenzio e pensi “che piacevole compagnia,

ma avere qualcuno con cui condividerlo è ancora più importante”.

Allora ti abbandoni all'ignoto ed alla bellezza,

sposi questa fedele compagna che è la conoscenza:

l’intelligenza diventa coscienza.

Ed infine comprendi che ogni giorno è qualcosa di più di una semplice successione di ore,

ma un piccolo universo da cui pensi e realizzi i tuoi sogni. Avverti che cogliere la banalità è difficile,

e proprio in quell’occasione ti viene il sospetto che la povertà che ti circonda è ricchezza.

Cerchi la mano di tuo padre, il sorriso di tua madre, gli occhi della tua sposa, le parole di un amico

che ti aiutano a capire che anche se ieri ed oggi sono bui, domani hai la speranza della luce.

Capitano anche le volte in cui muori ed a poco a poco ricominci a vivere

e questi sono i momenti in cui ti accorgi che tutto ciò ti rende uomo.

Commenti

  1. Grazie per il titolo onorifico di "poesia" che hai voluto attribuire a questo testo

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